Passeggiata nel Parco dei Bastioni

Un viaggio nell’ingegneria militare / Dentro la macchina difensiva della fortezza

La Passeggiata nel Parco dei Bastioni permette di scoprire Palmanova nel suo aspetto più autentico: quello di una macchina militare progettata per essere inespugnabile. Lungo un percorso che si sviluppa tra terrapieni, fossati e strutture difensive, il visitatore entra nel cuore del sistema fortificato, comprendendone la logica e la complessità.

Bastioni, rivellini, gallerie sotterranee e lunette raccontano un’architettura pensata per controllare ogni movimento e resistere agli attacchi. Ogni elemento è parte di un disegno strategico, dove la forma della città risponde a precise esigenze difensive.

Camminare lungo questo itinerario significa osservare da vicino l’ingegneria militare che ha reso Palmanova un modello unico in Europa, immersi in un paesaggio che oggi unisce storia, natura e silenzio.

Itineraio n.2 – 3,5 km – 120 min.

Mappa Interattiva

Itinerario - I luoghi da visitare

  1. Porta Udine

    Porta Udine, uno dei tre ingressi possibili alla città-fortezza, prende il nome dalla destinazione verso cui conduce. Realizzata tra il 1604 e il 1605, conserva ancor oggi le due grandi ruote utilizzate per alzare e abbassare il ponte levatoio.
    La facciata monumentale presenta due semicolonne laterali e, sopra al cornicione, due guglie e due garitte di guardia.
    All’interno si apre una corte con due porticati dotati di caminetti e stanze per l’alloggio delle guarnigioni destinate alla guardia.
    All’esterno della porta è visibile il grande acquedotto in pietra bianca.

  2. Acquedotto Veneziano

    All’esterno di Porta Udine si erge la possente struttura dell’Acquedotto Veneziano, la cui costruzione risale alle origini della fortezza.
    Venne restaurato più volte: nel 1665, ad esempio, il provveditore Alvise Molin lo fece ricostruire quasi completamente utilizzando pietra di Medea; rifatto nel 1751 in stile neoclassico, assunse infine la sua forma attuale solo nel 1771.
    L’acquedotto serviva per condurre l’acqua della Roggia di Palma all’interno della fortezza ad uso civico.
    La lapide centrale, realizzata dal palmarino Carlo Pico nel 1751, rappresenta una pelle di leone tra due figure allegoriche femminili: Igea e Sorgente. In essa è riportata anche un’epigrafe laudatoria del provveditore Pisani; nel 2013 fu completamente restaurata dalla Soprintendenza.

  3. Roggia di Palma e cascatelle

    L’acqua che alimenta l’acquedotto veneziano proviene dalla Roggia di Palma che origina dal torrente Torre in corrispondenza della stretta rocciosa di Zompitta, a nord di Udine.
    La roggia, già citata nelle carte nel 1171, rappresenta la più antica derivazione idrica storicamente documentata in Friuli.
    Dopo un percorso di circa 32 chilometri, a seguito dell’intervento della Serenissima, il corso d’acqua giunge in questo punto finale per gettarsi nel fossato seicentesco della fortezza.
    Alta circa 3 metri, questa piccola cascata fu ripristinata nel 2015, assieme al breve canale realizzato, dalle maestranze veneziane, in mattoni e con il fondo in sassi posati a secco.

  4. Gallerie di Contromina del Rivellino e Baluardo Donato

    Scendere nelle Gallerie Sotterranee di Contromina significa entrare nei luoghi segreti di Palmanova, là dove ci si difendeva e viveva lontano dagli sguardi nemici. Un percorso sotterraneo che oggi conduce i visitatori alla scoperta dell’ingegnoso sistema difensivo della fortezza, tra passaggi, cunicoli e ambienti. Un’esperienza affascinante tra storia, mistero e avventura, che permette di scoprire Palmanova da una prospettiva inaspettata.

  5. Baluardo con loggia di sortita

    Agli angoli del baluardo, denominati “orecchioni”, erano presenti due logge per i soldati.
    Quella collocata sul lato sinistro era dotata di una rampa di sortita che portava direttamente all’esterno della fortezza.
    Quella di destra veniva utilizzata dalle truppe come luogo di guardia e di ricovero ed era dotata, al suo interno, di un caminetto e di diverse nicchie per l’illuminazione.Questo locale, in occasione di particolari eventi, viene utilizzato come luogo di rievocazioni storiche.

  6. Lunette Napoleoniche

    Le Lunette Napoleoniche rappresentano il terzo anello difensivo di Palmanova, aggiunte nell’Ottocento per volere di Napoleone Bonaparte. Questi terrapieni triangolari, immersi nel verde, raccontano l’ingegno militare dell’Ottocento e offrono oggi un percorso suggestivo tra fortificazioni e paesaggio. Camminando tra caponiere e casematte, si scopre un ambiente dove storia e natura si intrecciano. Oggi, trasformate in suggestivi percorsi nel verde, sono ideali per passeggiate e cicloturismo tra storia e natura. Esplorarle significa immergersi nell’ingegneria bellica d’epoca, godendo del silenzio che avvolge questo straordinario patrimonio UNESCO.

  7. Controporte

    Originariamente si accedeva alla fortezza attraverso un percorso che aggirava i rivellini situati a difesa delle porte.
    Il terrapieno difensivo, oggi tagliato dalla strada di accesso alla città, era controllato ai lati da due controporte che erano un tutt’uno con la cinta muraria.
    Percorrendo il sentiero intorno al rivellino e oltrepassando la controporta, si giungeva ad un ponte di legno, utile a superare il primo tratto del fossato, per poi giungere alla porta monumentale protetta a sua volta da un ponte levatoio azionato da potenti ruote mosse dall’interno.
    Oggi sono ancora visibili, una fuori Porta Cividale e l’altra fuori Porta Aquileia.

  8. Porta Cividale

    Porta Cividale, accoglie il visitatore con il suo severo bugnato in pietra. Vero gioiello di architettura militare, la porta non era solo un accesso, ma una struttura difensiva insormontabile. Oggi ospita il Museo della Grande Guerra e della Fortezza di Palmanova, offrendo una vista privilegiata sulle imponenti fortificazioni. Attraversare le sue ampie volte, significa compiere un salto nel tempo, tra echi di soldati e l’impronta indelebile del genio veneziano.

  9. Bastioni di Palmanova

    I bastioni di Palmanova sono un capolavoro di ingegneria militare, testimoni dell’invincibile difesa veneziana. Queste mura colossali disegnano la celebre forma a stella a nove punte, oggi un’oasi verde perfetta per passeggiate e trekking nella storia. Percorrendo il cammino di ronda, si incontrano logge di guardia, riservette per polveri e belvederi panoramici che offrono una vista mozzafiato sulla città, sul fossato e sulla Roggia di Palma. Un itinerario tra storia, architettura militare e natura, dove ogni angolo rivela il genio difensivo veneziano e napoleonico.

  10. Le Polveriere Napoleoniche Garzoni e Foscarini

    Le due polveriere napoleoniche in Contrada Garzoni e in Contrada Foscarini furono costruite all’inizio dell’Ottocento come depositi di munizioni. Oggi questi spazi evocativi, immersi nel verde dei bastioni, rinascono come sedi di mostre e iniziative culturali. Un’occasione unica per toccare con mano la storia bellica trasformata in bellezza nel cuore della città stellata UNESCO. Caratterizzate da imponenti volte a botte, feritoie d’aerazione e robuste murature in pietra squadrata, offrono uno scorcio unico sull’ingegneria militare napoleonica. Visitandole, si percepisce l’armonia tra funzionalità storica e nuova vita culturale degli spazi. Esiste una terza Polveriera napoleonica in Contarda Barbaro che necessita di riqualificazione.

  11. Ex Caserma Piave

    L’ex Caserma Piave, costruita nel 1634 come quartiere militare, racconta secoli di storia della fortezza. Dopo la Grande Guerra assunse il nome attuale e, durante la Seconda guerra mondiale, fu uno dei principali centri di repressione antipartigiana in Friuli Venezia Giulia. Destinata ora a diventare sede del Museo Regionale della Resistenza, si trasformerà in un luogo di memoria e riflessione sulle vicende della città e della regione.

  12. Ex Caserma Napoleonica Filzi

    L’ex Caserma Filzi, costruita da Napoleone all’interno di Baluardo Donato, è un imponente esempio di architettura militare francese. Le sue linee sobrie e la struttura solida testimoniano il periodo in cui Palmanova divenne un avamposto strategico per le truppe di Napoleone. Dedicata all’irredentista Fabio Filzi e sede del Comando del Reggimento Genova fino al 1992, conserva oggi fascino storico e architettonico. Salendo la scalinata sul lato sinistro si raggiunge un belvedere che regala una vista suggestiva sulle fortificazioni.

  13. Ex Caserma Napoleonica Montesanto

    L’ex Caserma Montesanto è un esempio significativo di architettura militare napoleonica integrata nei bastioni di Palmanova. Progettata all’inizio dell’Ottocento, unisce funzione difensiva e organizzazione della vita quotidiana delle guarnigioni, tra camerate e forni per la panificazione. Un tempo luogo di difesa, oggi l’edificio è rinato come vivace polo culturale e sede di mostre, capace di unire il fascino della storia ottocentesca alla creatività contemporanea in un ambiente di grande suggestione monumentale.

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