Le tre Porte Monumentali

PALMANOVA E DINTORNI

Contenuto

Tre ingressi monumentali alla città stellata, maestoso varco verso la storia veneziana di Palmanova.
Accesso nord occidentale della Fortezza, maestoso ingresso monumentale che introduce a Palmanova.
Varcate la monumentale Porta Cividale, soglia eterna della città stellata.

Introduzione turistica

Porta Udine

Porta Udine, uno dei tre varchi storici che permettono l’accesso alla città-fortezza, accoglie chi arriva dal cuore del Friuli. La sua imponente facciata, con semicolonne, guglie e garitte, custodisce ancora le ruote originali del ponte levatoio e gli alloggi delle guarnigioni. All’esterno, l’acquedotto veneziano e le cascatelle della Roggia di Palma raccontano storia, ingegneria e natura, offrendo un percorso suggestivo tra monumenti e scorci.

Porta Cividale e controporta

Porta Cividale, accoglie il visitatore con il suo severo bugnato in pietra. Vero gioiello di architettura militare, la porta non era solo un accesso, ma una struttura difensiva insormontabile. Oggi ospita il Museo della Grande Guerra e della Fortezza di Palmanova, offrendo una vista privilegiata sulle imponenti fortificazioni. Attraversare le sue ampie volte, significa compiere un salto nel tempo, tra echi di soldati e l’impronta indelebile del genio veneziano.

Porta Aquileia (o Marittima) e controporta

Porta Aquileia, un tempo chiamata Porta Marittima per la sua vista sull’Adriatico, è un vero gioiello architettonico. Rivestita in elegante pietra d’Istria, si distingue per la sua raffinatezza: in epoca veneziana costituiva l’ingresso di rappresentanza riservato a ospiti illustri e Provveditori Generali, il primo biglietto da visita della città-fortezza. Al suo interno, nel dongione, ospita oggi il MAPE Museo delle Api di Palmanova e dell’Ecosistema, dove storia, natura e biodiversità si incontrano.

Cenni storici

PORTA UDINE

Porta Udine, uno dei tre ingressi possibili alla città-fortezza, prende il nome dalla destinazione verso cui conduce. Realizzata tra il 1604 e il 1605, conserva ancor oggi le due grandi ruote utilizzate per alzare e abbassare il ponte levatoio.
La facciata monumentale presenta due semicolonne laterali e, sopra al cornicione, due guglie e due garitte di guardia.
All’interno si apre una corte con due porticati dotati di caminetti e stanze per l’alloggio delle guarnigioni destinate alla guardia.
All’esterno della porta è visibile il grande acquedotto in pietra bianca.

ACQUEDOTTO VENEZIANO

All’esterno di Porta Udine si erge la possente struttura dell’Acquedotto Veneziano, la cui costruzione risale alle origini della fortezza.
Venne restaurato più volte: nel 1665, ad esempio, il provveditore Alvise Molin lo fece ricostruire quasi completamente utilizzando pietra di Medea; rifatto nel 1751 in stile neoclassico, assunse infine la sua forma attuale solo nel 1771.
L’acquedotto serviva per condurre l’acqua della Roggia di Palma all’interno della fortezza ad uso civico.
La lapide centrale, realizzata dal palmarino Carlo Pico nel 1751, rappresenta una pelle di leone tra due figure allegoriche femminili: Igea e Sorgente. In essa è riportata anche un’epigrafe laudatoria del provveditore Pisani; nel 2013 fu completamente restaurata dalla Soprintendenza.

ROGGIA DI PALMA E CASCATELLE

L’acqua che alimenta l’acquedotto veneziano proviene dalla Roggia di Palma che origina dal torrente Torre in corrispondenza della stretta rocciosa di Zompitta, a nord di Udine.
La roggia, già citata nelle carte nel 1171, rappresenta la più antica derivazione idrica storicamente documentata in Friuli.
Dopo un percorso di circa 32 chilometri, a seguito dell’intervento della Serenissima, il corso d’acqua giunge in questo punto finale per gettarsi nel fossato seicentesco della fortezza.
Alta circa 3 metri, questa piccola cascata fu ripristinata nel 2015, assieme al breve canale realizzato, dalle maestranze veneziane, in mattoni e con il fondo in sassi posati a secco.

PORTA CIVIDALE

Edificata tra il 1604 e il 1605 sotto il Generalato di Nicolò Dolfin, è uno dei tre ingressi alla fortezza di Palmanova. Essa presenta una facciata monumentale e austera, priva di decorazioni ma rivestita di pietra bianca e grigia lavorata a bugnato rustico. Ha un aspetto severo con le sue torri di guardia collegate da una balaustra. Nella parte più alta della Porta, il Dongione, trova sede il Museo della Grande Guerra e della Fortezza di Palmanova, dove sono custoditi documenti, armi, uniformi e cimeli la cui storia copre tutto il periodo di vita della città, dalla sua fondazione, nel 1593, ai giorni nostri. Qui sono infatti conservati più di 400 anni di storia degli eserciti che hanno vissuto e operato all’interno della città-fortezza.

CONTROPORTE

Originariamente si accedeva alla fortezza attraverso un percorso che aggirava i rivellini situati a difesa delle porte.
Il terrapieno difensivo, oggi tagliato dalla strada di accesso alla città, era controllato ai lati da due controporte che erano un tutt’uno con la cinta muraria.
Percorrendo il sentiero intorno al rivellino e oltrepassando la controporta, si giungeva ad un ponte di legno, utile a superare il primo tratto del fossato, per poi giungere alla porta monumentale protetta a sua volta da un ponte levatoio azionato da potenti ruote mosse dall’interno.
Oggi sono ancora visibili, una fuori Porta Cividale e l’altra fuori Porta Aquileia.

PORTA AQUILIEA O MARITTIMA

Porta Aquileia, un tempo chiamata anche Porta Marittima perché rivolta verso l’Adriatico, fu la prima delle tre porte di Palmanova ad essere eretta nel 1598.
La costruzione è rivestita esternamente in pietra d’Istria e si distingue dagli altri due accessi alla città per maggiore eleganza in quanto, al tempo della Serenissima Repubblica, costituiva l’ingresso di rappresentanza per gli ospiti illustri e per i Provveditori Generali.
La facciata di Porta Aquileia è infatti ingentilita da due ampie volute che abbracciano la garitta di guardia. Di grande pregio sono anche i raffinati fregi e gli elementi barocchi che la decorano. Sotto la garitta, sul cornicione, poggiava un grande leone marciano in pietra, scalpellato poi dai francesi nel 1797.

CONTROPORTA

Originariamente si accedeva alla fortezza attraverso un percorso che aggirava i rivellini situati a difesa delle porte.
Il terrapieno difensivo, oggi tagliato dalla strada di accesso alla città, era controllato ai lati da due controporte che erano un tutt’uno con la cinta muraria.
Percorrendo il sentiero intorno al rivellino e oltrepassando la controporta, si giungeva ad un ponte di legno, utile a superare il primo tratto del fossato, per poi giungere alla porta monumentale protetta a sua volta da un ponte levatoio azionato da potenti ruote mosse dall’interno.
Oggi sono visibili solo due controporte una fuori Porta Cividale e l’altra fuori Porta Aquileia.

MUSEO DELLE API DI PALMANOVA E DELL’ECOSISTEMA – MAPE

Il MAPE è uno spazio esperienziale dedicato alla scoperta del mondo delle api e del loro ruolo fondamentale per l’ambiente. Attraverso percorsi didattici, osservazioni e attività interattive, permette a grandi e piccoli di conoscere da vicino la vita dell’alveare, la produzione del miele e l’importanza degli insetti impollinatori. Inserito nel contesto unico dei Bastioni di Palmanova, unisce educazione, biodiversità e valorizzazione del territorio.

Aperture

Visitabile esternamente senza limitazioni di orario. Internamente, sul Dongione, parte superiore della Porta, in occasione di specifiche aperture o eventi

Accessibilità

Esternamente accessibile per disabili motori, sensoriali con accompagnatore, intellettivi e psichici. Internamente, sul Dongione, parte superiore della Porta, non accessibile a disabili motori.

Dove informarti e dove trovarci

Contatti

Infopoint Turistico Promo Turismo FVG

Borgo Udine, 4 33057 Palmanova

Tel. +39 0432 924815

info.palmanova@promoturismo.fvg.it

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Palmanova centro

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33057
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